Giuochi Enigmistici in dialetto faentino

14,00 

Introduzione al volume

Negli archivi pubblici e privati “dormono” montagne di documenti di ogni genere: dalle vecchie cronache, diari, ai fogli sciolti, ad atti pubblici amministrativi, che parlano del nostro passato. Raramente, però, si trovano scritti nel nostro dialetto escludendo qualche caso di zirudelle, che hanno carattere umoristico dialettale e venivano composte in particolari occasioni come: sagre paesane, anniversari, ecc. sempre in un contesto scherzoso come quelle dei Lunêri di Smémbar, stampate fin dal 1845.

Il manoscritto che sto per introdurre è di grande curiosità perché rappresenta un testo in dialetto faentino del tutto diverso dalle zirudelle o filastrocche.

Regoli, noto avvocato e studioso, vissuto nella prima metà del Novecento, non abbastanza ricordato per il suo mecenatismo, scrisse questi Saggi di Giuochi Enigmistici in Dialetto Faentino senza aver sottomano il famoso vocabolario del dialetto-romagnolo di Antonio Morri stampato a Faenza nel 1840. Questo dimostra l’ottima conoscenza del nostro dialetto da parte dell’autore. Successivamente egli consultò il suddetto dizionario, riscontrando alcune imprecisioni solo su certe parole che segnalò poi sottolineandole in blu. Gioacchino Regoli era discendente da una delle più antiche famiglie di Brisighella, (già ricordata nel Quattrocento), che nel corso dei secoli ha visto importanti personaggi.

(…)  Gioacchino, nato nel 1881, intraprese gli studi classici e, all’Università di Bologna, si laureò in Giurisprudenza. Entrato in magistratura, fu uditore giudiziario al tribunale di Forlì, vice pretore a Piacenza, giudice aggiunto al tribunale di Ferrara, pretore a Bassignana, indi a Modigliana, poi giudice al tribunale di Modena. Fu poi nominato consigliere onorario ad una Corte d’Appello e Cavaliere della Corona d’Italia. Il suo carattere austero, il suo profondo senso del dovere e della giustizia lo fecero amare e stimare da molti. Per i suoi sentimenti liberali non accettò il sistema di vita  instauratosi in Italia dopo la Grande Guerra. Per la rettitudine della sua coscienza non poté piegarsi a chi voleva influire, per fini propri o di partito, sul corso della giustizia stessa (sono queste le sue parole). Amareggiato, disgustato e un po’ sofferente, si ritirò, appena cinquantenne, dalla carriera, ritornando a Faenza, in seno alla famiglia, presso le sorelle nubili. Si dedicò pienamente ai suoi studi preferiti, creandosi una biblioteca composta di più di 5000 opere, ricca di libri scelti: incunaboli, edizioni rare, romanzi antichi. Curò una raccolta di opere di Evangelista Torricelli e di studi scrivendo egli stesso articoli sull’argomento. Morì di sincope a S. Mamante di Faenza, nel fondo “Palazzina”, sua residenza estiva, il 22 novembre 1944, durante l’imperversare delle azioni belliche.

(…) Gli eruditi passatempi, scritti su un piccolo quaderno a fogli bianchi, furono composti, durante le vacanze estive, nella sua casa di campagna tra il 1937 e 1940. Dopo la morte la sorella Giulia regalò il manoscritto, ora in raccolta privata, ad una cara amica, in segno di amicizia ed affetto.

Regoli lasciò alla sua città le ricche raccolte bibliografiche e culturali e al Museo Internazionale, di cui era stato diligente ispettore, le preziose ceramiche.

L’opera “Saggi di Guiochi Enigmistici in Dialetto Faentino” si compone di centosette tra indovinelli, rebus, incastri, falsi diminutivi ect. Si è mantenuto lo stesso ordine del manoscritto, riportando a fronte la traduzione in italiano, inoltre, aggiungendo fra parentesi quadre alcune risposte non presenti nel testo.

Queste letture siano non solo un giuoco per la memoria, ma anche uno stimolo, per riprendere, in qualche modo, il nostro bel dialetto.

Buona lettura!

 

 

L’autore: Giorgio Cicognani. Ricercatore, studioso di storia e delle tradizioni popolari ha al suo attivo diverse pubblicazioni collaborando con varie riviste specializzate, ha censito oggetti medioevali e moderni per la Regione Emilia-Romagna. Ha progettato e curato l’allestimento di alcuni musei: Museo del Lavoro Contadino nelle vallate del Lamone-Marzeno-Senio di Brisighella, Museo Civico G. Ugonia di Brisighella, Museo del Risorgimento di Faenza. Ha allestito mostre storiche e artistiche in diverse città della Romagna: Brisighella, Faenza, (Palazzo Milzetti), Forlì, Ravenna. Nel 2003 ha curato, presso l’Abbazia Benedettina di Montetiffi (Comune di Sogliano), la mostra permanente dedicata ad Agostino Venanzio Reali. Già Conservatore ai fondi antichi della Biblioteca Comunale di Faenza è stato promotore della ricostruzione del grande globo terrestre di Vincenzo Coronelli, distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, ora esposto nella stessa Biblioteca.

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